Francesco: non ho mai sperimentato, nonostante lo desiderassi, un orgasmo. L’urologo ha escluso cause di tipo organico e mi rimanda alle cause di tipo psicologico. Sento la voglia, sento il piacere ma l’orgasmo non lo provo né lo trovo.
Terapeuta: non da segni di sé.
Francesco: no.
Terapeuta: niente che la porti a sentire che sta per arrivare, nessun segnale premonitorio?
Francesco: no, come non esistesse in me questa possibilità, come mi fosse preclusa. Lo vivo nel racconto di quelli che l’orgasmo ce l’hanno.
Terapeuta: di riflesso.
Francesco: sì, visto che è visibile riesco a vedere che forma prende, ma non mi appartiene. E’ mentale non corporea. È capitato che ha lasciato traccia di un suo passaggio, di notte, quando dormivo … al risveglio ho notato che c’era stata un’eiaculazione notturna ed ora controllo sempre al mattino se trovo le tracce.
Terapeuta: come un detective.
Francesco: sì, con la scientifica, a caccia dell’orgasmo che vien di notte.
Luca: io vengo subito. Provo a controllarmi ma me lo trovo lì … l’orgasmo. Ho provato di tutto, dai preservativi ritardanti, a pensare alle cose più brutte per distrarmi, a stringere i glutei come quando hai lo stimolo di urinare, alla pomata anestetizzante consigliata dall’urologo … ma lui viene quando vuole e quando va bene a lui non a me.
Terapeuta: viene in un momento non opportuno.
Luca: proprio così … non opportuno. Poi c’è il prima, quando avverto che c’è la possibilità di un rapporto intimo, fatto di ansia, preoccupazione, pensieri che mi portano al momento: eccolo, sta per venire e io non lo controllerò, non mi controllerò come sempre. E il dopo: la sconfitta, gli occhi delusi della ragazza, la vergogna e il darsi addosso: chissà ora cosa penserà di te, sei un incapace, sei più veloce della luce, come uomo hai fatto una figura di cacca. Io ci entro nell’intimità con tutto questo, mi accompagna, lo trovo lì, come la certezza che andrà come sempre e io ne uscirò malamente.
Alfeo: sa cosa vuol dire desiderare una cosa, sembra di averla a portata di mano e poi svanisce come un miraggio?
Terapeuta: posso immaginarlo, mi sentirei preso in giro.
Alfeo: sì, l’orgasmo, lui si prende gioco di me.
Terapeuta: un gioco del tipo: vediamo se riesci a prendermi.
Alfeo: sì, vince sempre lui, mi da l’illusione di vincere, rimane un’illusione … è sempre un passo in avanti e quando decide di correre non lo raggiungo più, si dilegua, non lascia traccia. Sarà da qualche parte a deridermi e mi lascia con il viso pieno di interrogativi della compagna. Poi magari si fa vivo in un momento che non interessa a me, ci gioca e mi gioca. Pensavo che comunque questa situazione mi avvantaggiasse rispetto a quelli che soffrono di eiaculazione precoce, agli occhi della ragazza ero un vincente, peccato che dopo un bel po’ io sentissi l’atto meccanico e privo di sensazioni e la compagna si stancava e vedevo il suo sguardo interrogativo. Diciamo che chi decide il gioco è l’orgasmo, viene quando gli va o non viene per niente, decide lui.
Terapeuta: decide lui il gioco.
Alfeo: già … decide lui.
Dott. Luciano Marchet
Psicologo Psicoterapeuta a Vicenza
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